Architettura Blog
e Arredamento Design



Architettura

Le 10 cose (indispensabili) che la facoltà di Architettura non ti insegnerà



Condividi su Facebook
Inserito il 4 maggio 2014 in Architettura
Tags:,

Facoltà di Architettura

Inizialmente, la facoltà di Architettura era opprimente. Nei miei primi progetti ho faticato per imparare il nuovo “linguaggio” del design per gestire le intense ore di studio (ho detto addio a mamma e papà per un pò) e avere a che fare con le dure critiche. Con molte difficoltà ho avuto fortuna a superare il mio primo anno. Poi c’erano gli “studenti eccellenti”, quelli che sembravano raggiungere l’irraggiungibile: disegni in pianta, sezioni e prospetti e un’ottima dialettica nel comunicare per “vendere” le loro idee.

Sei anni dopo questo difficile inizio mi sono laureata ottenendo il massimo dei voti di tutti gli studenti nelle materie di storia, teoria, costruzioni, pratica e disegno. Sono stata la vincitrice del prezio “Design Student 2010″ alla University of Technology (UTS) e fui premiata con una borsa di studio a Los Angeles e nominata dalla UTS per il NSW Architects Medallion nel 2011.

Oggi rifletto sul tempo trascorso all’università (o al college per i miei lettori dagli Stati Uniti) per ricordare che la lezione più importante non è arrivata dalle materie di studio, ma da ciò che ho scoperto lungo il mio percorso, inclusi le cose relative all’architettura, la vita e gli individui. Attraverso la mia esperienza, e in nessun ordine particolare, ho scoperto come sopravvivere e raggiungere ottimi risultati nella facoltà di Architettura. Quello che scrivo in seguito è stato determinante per la mia esperienza e la mia crescita e permettendomi da passare dall’ultima della classe alla prima.

Facoltà Architettura

1. Dimenticatevi di vincere o perdere

L’architettura è indubbiamente soggettiva e quindi i vostri professori tenderanno a trovare valore (o mancanza di valore) nelle cose che tu non fai (o altri non fanno) e viceversa. Quando si smette di focalizzarsi su ciò che le persone fanno (o pensano) allora si diventa più capaci di concentrarsi sul design del proprio progetto e su ciò che devi fare ogni giorno. In definitiva, smettendo di confrontarsi si inizia a definire i propri standard e le misure del successo che, nel mio caso, è superiore alle aspettative che qualcun’altro avrà riposto su di me. Cerca di creare il tuo obiettivo di successo. Documenta molto bene il tuo progetto e trova un buon forum (come pushpullbar.com) per presentare le tue idee rimanendo aperto a critiche che ti permetteranno di crescere. Sii sempre soddisfatto del tuo successo, a prescindere dal tuo modo di progettare e da coloro che ti circondano: ciò che rende l’architettura così eccitante è il fatto che ognuno contribuisce in modo univoco alla sua percezione, alla sua teoria e alla sua pratica.

2. Il tuo insegnante è il tuo cliente

Similmente ad un cliente, l’insegnante ha bisogno di vedere, capire ed essere convinto dal tuo processo di progettazione e di soluzione. E’ necessario essere in grado di convincere il tuo professore che il tuo progetto è ben pensato; come minimo, seguire le richieste del progetto (vedi il punto 4: rompere le regole). In un concorso di progettazione l’azienda che meglio comunica la propria idea attraverso vari mezzi, spesso ottiene il lavoro e allo stesso modo lo studente che meglio comunica la propria idea alla facoltà di Architettura otterrà probabilmente il punteggio più alto. Inoltre è importante essere professionali: i tuoi professori hanno molte altre responsabilità al di fuori di essere degli insegnanti e dei mentori quindi mostra loro che tu rispetti il loro tempo prendendo in considerazione i loro consigli e lavorando duro. Se hai bisogno di un aiuto in più, chiedi loro dei consigli, visita i loro uffici o raggiungili per un caffè, basta essere presenti e interessati.

Prendendoti del tempo per conoscere il tuo professore (come se fosse un cliente) ti darà una maggiore comprensione delle sue conoscenze, dei suoi valori delle motivazioni. Comprendendo qual’è la loro metodologia e il loro interesse nell’architettura puoi sapere meglio come possono aiutarti, cosa puoi imparare da loro e come affrontare e discutere le tue strategie di progettazione.

3. Giocati lo “Slancio”

Molti grandi leader nel mondo degli affari (incluso Donald Trump) parlano dell’importanza di stabilire e mantenere lo slancio (Momentum in inglese). Avendo lo “slancio” è difficile fermarsi, senza “slancio” è difficile partire. I professori sperano di vedere progressi ogni singola settimana e se tu inizi a sviluppare il tuo progetto fin dal primo giorno senza fermarti, è improbabile che avrai bisogno di fare “nottata” il giorno prima della consegna (essendo questo l’anti “slancio” per eccellenza). E’ improbabile che i progetti di maggior successo siano sviluppati in solo una notte e i tutor dei progetti sono ben consapevoli degli studenti che non hanno dormito sulla base della completezza del loro progetto. Senza “slancio”, gli studenti non sono in grado di ottenere lo stesso tipo di processo del pensiero con considerazioni e continue iterazioni nella progettazione tipiche degli studenti che hanno “slancio”. Il mantenimento del giusto approccio eliminerà anche la necessità di grandi cambiamenti dell’ultimo minuto al progretto, che spesso fanno più male che bene. I cambiamenti dell’ultimo minuto sono solitamente meno pensati e quindi più difficili da essere comunicati con successo.

4. Rompere le Regole

E’ importante pensare al brief del progetto come il tuo obiettivo minimo; il professore stabilisce il brief di progetto per mettere gli studenti davanti a particolari sfide e considerazioni relative alla materia della progettazione. Ci sarà un certo numero di regole descritte nel brief:
“La casa deve essere alta due piani” oppure “il filo dell’immobile deve rimanere a 6m dalla strada”. In ogni caso, se tu hai una soluzione migliore, rompi o cambia le regole, ma sempre capendo il motivo per cui lo stai facendo. La curiosità porterà alla scoperta che a sua volta porterà a mettersi in discussione: perchè la casa ha bisogno di due piani? Non c’è mai una sola risposta poichè l’università è rischiare molto e farsi le giuste domande.

C’è molto più valore in uno studente che si sforza di trovare soluzioni che sfidano lo “status quo” rispetto a uno che soddisfa semplicemente le regole senza considerare il motivo per cui queste sono state definite. Facendo questo si pensa su come l’architettura funziona invece di pensare come essa appare. Quando si tratta di un brief di progetto, le regole sono fatte per essere infrante; quando questo viene fatto ti distinguerai con successo dai tuoi coetanei generando un confronto molto più utile per l’apprendimento.

Molti architetti che hanno vinto importanti concorsi (per esempio Bernard Tschumi) hanno ottenuto questi risultati rompendo e/ negoziando le regole, cercando di comunicare una soluzione progettuale o (anche meglio) un problema alla giuria del concorso o al cliente (nel tuo caso, il professore). Ciò permette di distinguersi dalla concorrenza. Sollevando ostacoli inaspettati, le proposte architettoniche possono riordinare la logica comune (vedi Arakawa e Gins) e consentire alla giuria o al clienti (o professore, o pubblico) di trovare un valore inaspettato.

5. Avere larghe influenze e mentori

Quando si studia architettura è abbastanza facile da isolare tutte le tue influenze e mentori tra le persone che lavorano direttamente nel settore. Mentre è importante avere queste persone a disposizione per guidarvi, è altrettanto avere molte influenze e mentori al di fuori dell’ambiente dell’architettura. Questo mi ha permesso di imparare da persone con molti diversi punti di vista e considerazioni per poi applicare questo modo di pensare all’architettura, creando un più ampio e interessante confronto.

Mi autocreavo spesso dei soggetti dove scrivevo il mio brief di progetto per esplorare argomenti di anarchia, di architettura, sociali e politci perchè questo era ciò che più mi interessava. E’ anche possibile creare soggetti al di fuori dell’architettura prendendo spunti dall’antropologia, biologia o ceramica per esempio, permettendoti di ampliare in modo naturale le tue competenze, le tue risorse personali e il tuo modo di vedere l’architettura (pensa a Shigeru Ban’s con il suo unico design di tessitura) o ancora meglio è quando l’Architettura è  ispirata dai film di fantascienza o fantasy.

Uno dei miei architetti preferiti, Andrew Maynar, spesso racconta della “tempesta del dettaglio” nel suo lavoro, che è una superficie bianca con dettagli in nero nascosti sotto. Limitare le tue influenze può semplicemente portare alla produzione di progetti che sembrano generici perchè si può solo immaginare la riproduzione di ciò che si sa o si è visto. Avendo ampie motivazioni e influenze di permetterà di informare costantemente i tuoi colleghi e i tuoi professori e renderli interessati al tuo processo di progettazione, mostrando loro una prospettiva che è unica e fuori dal loro pensiero.

6. Avere una causa e un ideale

Essere appassionati di qualcosa per motivarsi nella carriera universitaria e nella carriera è fondamentale. Il “gioco” cambia gli architetti a favore di una forte causa o di una precisa convinzione. Nella loro protesta per affermare ciò in cui credono gli architetti non stanno nel sedile davanti della macchina, loro sono dietro alla ruota posteriore. Certo, prima o poi ciascun studente di architettura si sente arrancare. Non appena si sente di non amare più ciò che si sta facendo, è il momento di smettere, chiedersi perchè e fare nuove valutazioni. Reindirizza il tuo processo o la tua motivazione e non lasciare niente lungo la strada della tua storia d’amore (guarda il detto di Louis SullivanNon potrebbe ancora una volta l’architettura diventare Arte Vivente?“). Non sentirti come se stai facendo il lavoro perchè devi, dovresti farlo perchè tu vuoi farlo e usare la tua energia per ispirare i tuoi colleghi. Perchè preocuparsi di sgobbare in ogni parte del processo?

7. Avere competenze sovradimensionate

I tuoi strumenti, le tecniche e i metodi di comunicazione influenzano in modo significativo la tua abilità di comunicare l’architettura. E’ necessario sviluppare forti capacità di comunicazione visiva, verbali e scritte. Attraverso la narrazione concisa la rilassata. Bjarke Ingles è un maestro nel comunicare la sua idea, il suo processo di progettazione e la sua soluzione per vincere le competizioni: in un’intervista al New Yorker lui si descrive “un vero estroverso. La tua capacità di comunicare idee è il tuo martello e scalpello.” “Qualcosa di semplice come la padronanza della ricerca in Google, l’utilizzo di programmi CAD o intagliare modelli al laser possono risparmiarti ore!

8. Costruire relazioni importanti

Le relazioni che tu costruisci, dentro e fuori dall’ambiente universitario, rappresentando l’inizio della definizione del tuo pensiero per trovare la tua idea nell’architettura. Molte partnership di successo nell’architettura si formano tra le persone che si conoscono all’università (vedi Asymptote Architecture o Hurzog & de Meuron). Al di là di mantenere un gruppo di persone con cui stare, pensa a ciascuno che incontri durante il tuo percorso universitario come una potenziale connessione per il futuro. Cercate eventi e manifestazioni che ti da la possibilità di entrare in contatto con altre persone del settore. Avere conversazioni con il maggior numero di persone nel settore ti aprirà la maggior parte delle opportunità per crescere e formare nuove amicizie professionali e partnership, senza le quali non avresti mai.

9. Imparare a gestire i progetti

Come studente di architettura, una delle prime cose che si scoprono (e ultime che si impareranno a comprendere) è che tutto richiede dalle 3 alle 5 volte più tempo di quanto ci si aspettava. Questo è sfortunatamente una pratica comume e generalmente gli architetti hanno bisogno di essere più organizzati. Credo che questo accada perchè l’architettura è un processo sia qualitativo che quantitativo che sposta sempre la linea del traguardo. Non sempre mi sono sentita come se il progetto fosse “perfetto” e così anche gli architetti in ogni progetto hanno qualcosa (o molte cose) che avrebbero voluto fosse diverso. “La legge di Parkinson impone che un compito sia percepito importante e complesso in relazione al tempo usato per completarlo” (dal libro di Tim Ferris “Lavorare quattro ore a settimana”).

Comprendere l’importanza percepita di un compito assegnato permetterà di focalizzarsi sulle giuste cose, al momento giusto, consentendovi di prendere decisioni intelligenti su dove investire maggiore sforzo, tempo, denaro e risorse per ottenere il massimo del risultato. Per ulteriori consigli sull’uso del tuo tempo puoi consultare il Cal Newport’s Blog e il sito 99U

10. Non aspettarsi un risultato

Spesso gli studenti limitano i loro progetti aspettandosi un certo risultato troppo presto nel processo di progettazione. Se siete troppo concentrati su un risultato prefissato, allora state negando a voi stessi l’opportunità di scoprire ciò che non vi sareste mai aspettati. Quando si prevede un determinato risultato, la vostra ricerca, attrezzatura, processo e fofus saranno naturalmente gestite in modo da soddisfare al meglio la soluzione anticipata. Al contrario, se voi cercate di impostare nella vostra mente la modalità “Scoprire” abbracciando alcuni eventi casuali che troverete lungo la strada, allora inizierete a sfruttrare le intuizioni e le espressioni nascoste del vostro pensiero. Posso dirvi ora che essere sorpresi da sè stessi è di gran lunga più soddisfacente di ogni risultato già prevsito.

Avrete bisogno di scoprire la vostra strada, essere impegnati e attivi, nessuno può insegnarvi la risposta, voi avete bisogno di scoprirla e crearla. “Molte persone non usano mai la loro iniziativa perchè nessuno ha detto loro di farlo” di Banksy. Come ho detto al punto 1, non ci sono vincitori o perdenti, l’architettura è interessante perchè dopo tutto è in grado di sorprendere.

 

Hai trovato questo articolo interessante? Lascia un commento qui sotto per raccontare la tua esperienza che stai vivendo come studente di architettura o se hai già terminato l’università, i tuoi ricordi del percorso universitario in confronto con la realtà del tuo lavoro.

[Articolo orginale by Archi-ninja.com - Tradotto liberamente su concessione di Linda Bennett]


Inserito da:

Condividi questo Articolo




Articoli Correlati


Commenti

Nessun commento per “Le 10 cose (indispensabili) che la facoltà di Architettura non ti insegnerà”

Inserisci Commento

Inserisci le tue informazioni personali, o loggati con il tuo account Facebook.

*

Newsletter Arkidesign

Email: Nome:
Rimani sempre aggiornato con le nostre newsletter!

Arkidesign Blog






ArkidesignBlog.it
Blog Architettura
Arredamento e Design

Link Amici