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The Broken Angel a New York, by Arthur e Cynthia Wood: Architettura o Scultura?



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Inserito il 21 ottobre 2013 in Architettura - Curiosità - Interior Design - Vacanze e Architettura
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A Brooklyn, la New York “dell’al di là del ponte”, poche sagome si alzano alte e spiccano all’orizzonte. Una di queste è “The Broken Angel”, un’architettura unica e fatiscente situata al 4/6 di Downing Street, all’estremo di una ordinaria stradina costeggiata da villette a schiera e bambini che corrono indisturbati sui marciapiedi.

Alto dieci piani, l’edificio è un insieme di elementi architettonici combinati senza alcuna coerenza apparente, fusi tra di loro così da creare un collage impazzito di forme impossibili.

Gli artisti Arthur e Cynthia Wood si sono improvvisati architetti e ne hanno costruito la parte superiore durante i ventisette anni in cui hanno vissuto e vegliato sull’edificio, comprato nel 1971 per la simbolica cifra di 2000 dollari.

 

Da allora questo castello fai-da-te è stato plasmato poco a poco per soddisfare le necessità pratiche e dare sfogo alla creatività dei proprietari.

Arthur ha predisposto una camera oscura in una stanzetta in cima che sembra fluttuare nell’aria, retta da una miracolosa presenza. Gli interni della casa sono solenni e tenebrosi come quelli di una cattedrale, con archi imperfetti che reggono gli ambienti e finestre colorate fatte di cocci di vetri rotti. Pareti mancanti e pavimenti sul punto di crollare sono volontariamente parte della struttura.

Nel 2006, il Department of Building non ha potuto non notare che l’edificio violava fin troppo il regolamento edilizio: dopo averlo dichiarato inagibile per ovvie ragioni, ai proprietari è stato intimato di andare altrove.

Arthur e Cynthia hanno opposto resistenza e sono stati arrestati, ma una volta liberi sono tornati a fare la guardia al loro Broken Angel, dormendo in macchina sul vialetto con un seguito di 14 cani e 4 gatti anche loro vittima dello sfratto. L’edificio viene in parte demolito e riacquisito dagli artisti in seguito ad una feroce battaglia legale.

Nel 2007, Arthur Wood trova finalmente un accordo con un’agenzia immobiliare per rinnovare l’edificio e trasformarlo in un condominio corredato di uno spazio artistico. Nonostante egli ne sostenga la legittimità a priori e pecchi di obiettività nel riconoscerne le problematiche tecniche e strutturali presenti, persino per lui è arrivato infine il momento di piegarsi alle normative.

Purtroppo problematiche personali sorte in seguito hanno richiesto l’assoluta priorità, per cui il progetto è stato miseramente accatastato.

Ma Arthur non si rassegna alle avversità e vaga ancora tra le stanze di questo affascinante relitto: continua a curare i dettagli, ad ampliare e modificare la sua opera. Sbirciando tra i tubi della cucina dall’aria un po’ hippy disseminata di arnesi e stoviglie, si intravede l’orologio della Williamsburg Bank, a più di un miglio di distanza. “Quello è l’orologio della mia cucina”, dice. E sorride con sguardo soddisfatto.


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