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Castelfalfi: direzione tedesca ed eccellenze italiane per un capolavoro dell’architettura turistica



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Inserito il 30 agosto 2013 in Vacanze e Architettura
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Borgo di Castelfalfi Firenze

Il budget dell’intera operazione è di 250 milioni di euro, un budget inferiore rispetto ai 280 milioni previsti all’inizio e che probabilmente potrebbe scendere ancora. Eppure tutto va per il meglio. Stiamo parlando del recupero del borgo medievale toscano di Castelfalfi, nel territorio del Comune di Montaione, in provincia di Firenze.

Qui il recupero di una tenuta nei pressi di un borgo abbandonato dal passato glorioso ed in un territorio pieno di eccellenze funziona a pieno ritmo e permette agli investitori di rivedere le stime delle spese a ribasso, come è possibile ciò?

Bisogna premettere che l’investimento parte da TUI, gigante tedesco del turismo mondiale, e che la solerzia e la capacità organizzativa teutonica hanno grande merito in questo miracolo. Bisogna anche dire che se i soldi e le strategie sono tedesche, le materie prime e la manodopera sono italiane. Ecco dunque il giusto connubio tra l’estro italico e il rigore germanico, un connubio che potrebbe essere esportato anche in sede europea come modello…ma questa è un’altra storia.

Castelfalfi Firenze

Torniamo a Castelfalfi: che la Toscana fosse un luogo di potentissimo fascino per stranieri, soprattutto tedeschi ed “anglosassoni” (inglesi,statunitensi) ed oggi anche per i russi, è un dato di fatto. Mentre molti contadini abbandonavano borghi e case coloniche per prendere parte come operai (e qualcuno anche come imprenditore) al boom economico italiano del dopoguerra, la campagna toscana, i borghi medievali e le città d’arte divennero rifugio dei viaggiatori di tutto il mondo alla ricerca di bellezza, relax, romanticismo, art

Castelfalfi è un luogo che riunisce in se tutte queste caratteristiche eppure non era mai veramente decollato, seppure fosse stato addirittura scelto per produzioni cinematografiche internazionali, come il Pinocchio di Benigni. Fino a che TUI non è arrivato con una visione d’insieme vincente che farà della zona il fiore all’occhiello del turismo italiano.

Prima di tutto si passa dal rispetto dell’ambiente: edificare il meno possibile è la direzione che stanno seguendo i lavori con il recupero, il restauro e la trasformazione di ambienti già esistenti, come le 18 masserie abbandonate, le antiche stalle che diventeranno 20 appartamenti o il già esistente hotel La Tabaccaia e del suo ristorante, Il Rosmarino, in cui gustare cinghiale selvaggio cacciato nei dintorni e Chianti prodotto nella tenuta di Castelfalfi, sono alcuni esempi lampanti. La Tabaccaia prende il nome dall’antica destinazione d’uso dei locali: un essiccatoio per il tabacco dei sigari toscani oggi è un hotel comodo e curato nel design. Le decorazioni sono lineari ma di buon gusto, e seppure si tratti di un hotel appena aperto, ha poco da invidiare ai 4 stelle più frequentati.

Hotel a Castelfalfi

Castelfalfi è un luogo da conoscere e da visitare, in cui non mancano le occasioni di svago e di full immersion culturale, tra boschi, campi, vigneti ed uliveti di qualità, quattro piscine, il borgo antico, il Castello che presto diventerà un ristorante gourmet con annesso American Bar, un campo da golf da 28 buche ed una spa in progettazione da 1200 metri quadrati. Tuttavia è anche un luogo privilegiato da cui partire alla scoperta del territorio toscano.

Il lavoro di TUI nella ristrutturazione, rispettando il paesaggio, l’ambiente, evitando gli sprechi, recuperando edifici, utilizzando materie prime e mano d’opera locale, valorizzando tutte le eccellenze della tenuta (dagli antichi edifici alle colture) è un ammirevole esempio di come l’architettura turistica possa (e debba) essere perfettamente inserita nel contesto in cui si trova, ed anzi è proprio la full-immersion in un contesto che difficilmente il turista straniero potrà mai vivere nella sua città d’origine, ad attirare i visitatori.


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