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“VEGETABLE SKIN” Collection – la nuova frontiera dell’illuminazione e del complemento di arredo



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Inserito il 23 marzo 2011 in Interior Design
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Food and design, binomio infallibile, che attraverso l’idea, nata dalla collaborazione tra Vega Donati di Altremani e l’Architetto Alessandro Moradei , si fonde in un unico paradigma: le cento declinazioni del design “attraverso” il vegetale.

Skin! Pelle, il confine autoreferenziale del ns. corpo. La trincea osmotica che segna l’inizio e la fine  dell’identità. Tessuto sensoriale e dinamico, luogo “immaginario” e di passaggio di esperienze conoscitive ed emozionali.

Vegetable: ciò che afferisce al mondo vegetale. Vita silente e colorata. Fotosintesi.

Provando a tracciare un filo conduttore semantico è inevitabile non accorgersi come pelle-osmosi, vegetale-fotosintesi conducano alla stessa premessa: la LUCE.

 L’intuizione di Vega e Alessandro si delinea sul delicato e raffinato piano della sperimentazione del light design, che trova in Italia precedenti autorevoli.

 L’idea, all’apparenza semplice, di Vegetable Skin associa il design della forma all’utilizzo di materiali innovativi, quali i fogli vegetali. Lo sviluppo del progetto non puo’ che aprirsi alla duplice esigenza di  progettualità e  produzione non seriale, all’interno della riflessione luce-uomo-spazio.

 Firenze, all’interno dell’Atelier Altremani, comodamente seduta su una sedia-office, rivestita di erba del Trentino, ascolto Vega ripercorrere le tappe della genesi del progetto.

 Mi spiega che Altremani è una giovane impresa, basata sulla cartotecnica e che si regge sul saldo pilastro del concetto di “recupero”. Da un lato, inteso come produzione artigianale di accessori di cartotecnica e complementi di arredo, realizzati attraverso il riciclo del materiale di scarto della filiera industriale e agricola. Dall’altro nel senso più complesso di recupero sociale, come luogo di ri-qualificazione e re-inserimento di  persone svantaggiate dal lato psichico e/o motorio, nel mondo lavorativo, come con estrema delicatezza tiene a sottolineare Barbara Grassi, responsabile commerciale. 

 La sensibilità di Vega per l’ascolto e la didattica, l’attitudine al testare con mano la qualità dei risultati ottenuti nei prodotti Altremani, maturata con l’esperienza e la curiosità, la cura artigianale per i particolari, sono stati determinanti per arrivare alla conclusione che non esiste forma migliore di “re-cycling”, come di recupero sociale, che quello realizzato grazie all’ausilio della tenacia e della creatività.

 Mi porta nel laboratorio dove si stagliano le vecchie presse dell’officina cartotecnica e poi mi indica una vasca: “Vedi, questa distesa di ciuffi di erba proviene dal Trentino Alto Adige, é di prima qualità, doveva servire ad una SPA a fini di cura e relax”.

Passeggiando tra le tante sperimentazioni ed i collaboratori, indaffarati a selezionare la materia prima, arriviamo alla zona dove si testano nuove idee. Resto affascinata da un paniere purpureo di rape rosse dalle venature del legno.

 Nasce l’infinita ricerca di Vega sugli accostamenti di vegetali, sezioni di ortaggi e tuberi, spicchi di frutta, l’attenta osservazione della loro resa cromatica e del disegno, spesso già tracciato dalla loro struttura interna.

Poi le procedure di raccolta del materiale, sempre di seconda scelta, destinato al macero; lo studio sulle procedure di essiccazione per assicurarne qualità e durevolezza nel tempo.

Una volta effettuata la scelta del frutto o dell’ortaggio protagonista, inizia la delicata fase del taglio e del collage attraverso dei collanti di resine di sintesi vegetale. Il tutto viene poi pressato per dar luogo a interessanti paper di diversi spessori e cromie, pronti per il loro utilizzo.

 Moradei, partecipe di questa attività di ricerca, studia le forme più adatte al dinamismo delle trame, ottenute con i collage. La luce, i suoi riflessi  filtrati e trasformati al passaggio attraverso le diverse texture. La scelta del foglio vegetale più adatto al modello di lampada o di complemento per l’arredo da realizzare. L’analisi del disegno, della relativa struttura e della sua resa  estetica, non tralasciando mai l’aspetto della  contestualizzazione nello spazio circostante, con cui gli oggetti devono riuscire a dialogare.

 Le linee, dai pendenti da soffitto, retrò, quasi Jugendstijl,  alla scelta di variazioni sul tema del quadrato nelle forme anni ’70, allo sviluppo della poesia di lanterne dai tagli triangolari, affascinante richiamo mediorientale.

 Per la categoria complementi di arredo, interessanti le realizzazioni di cornici, separé da terra, o accessori come i centro tavola.

 Nasce Vegetable Skin!

 La scelta di un oggetto della collezione apre interessanti scenari, sia per la personalizzazione della casa, che per la realizzazione di innovative soluzioni di interior design per l’abitare,  come per temporanee Inszenierungen, legate al catering.

Ne é un esempio, dopo l’esposizione a Vintage Selection 2011, l’allestimento realizzato da Vegetable Skin per la manifestazione “Taste n.6, in viaggio con il gusto” all’interno dello spazio della Ex- Stazione Leopolda, dedicato al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Moradei: “Loro presentano sempre dei progetti speciali per la diffusione dei prodotti agricoli italiani: quest’anno portano degustazioni di pinzimonio e per l’occasione faremo dei pannelli di carote per allestire lo spazio. Inoltre metteremo delle lampade di varie essenze sempre collegate ai loro prodotti.”

Questo non puo’ che essere il risultato di un progetto animato da passione e dedizione.

 Prossima tappa Miami o New York? Vega e Alessandro non ci nascondono l’entusiasmo a far conoscere il vero made in Italy all’estero, sperando che un giorno anche in Italia si guardi ai prodotti italiani con lo stesso sguardo di compiacimento, con cui si osservano le idee provenienti da altri paesi.

Matrice onirica, sostenibilità,  scandite dal timbro unico e particolare di un design vivo: Vegetable Skin.


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